Diario Cent ans de jeunesse

copertinaQuesto blog è dedicato alla diffusione e alla conoscenza del progetto Le Cinéma, cent ans de jeunesse, un dispositivo didattico sperimentale condotto dalla Cinémathèque Française e che coinvolge gli istituti scolastici di molti paesi del mondo. L’Italia, insieme al Centro Sperimentale di Cinematografia, partner istituzionale dell’evento, è rappresentata dal Cineforum Teramo, che con i suoi esperti,  ha attivato dei laboratori didattici presso alcuni Istituti scolastici della Provincia  di Teramo. Continua la lettura di Diario Cent ans de jeunesse

Bilan d’étape

Qualche giorno fa, con le mille difficoltà legate al periodo e con qualche piccolo ritardo nella gestione del tempo, siamo riusciti a girare, insieme ai ragazzi ed alle ragazze del Liceo G.Milli di Teramo, il nostro doppio cortometraggio, per il secondo degli esercizi proposti dal programma di quest’anno di Le cinema, cent ans de jeunesse.

La storia, lineare e semplice, ma di sicuro impatto, è stata scritta da una studentessa e discussa insieme al gruppo. Mani che si cercano, labbra che vorrebbero baciarsi, il tempo che sembra fermarsi, la paura di mostrarsi, il terrore del giudizio. Il tutto nella cornice quotidiana e sicura della Villa Comunale di Teramo, un lugo in cui pulsano le storie di generazioni di ragazze e ragazzi.

Le riprese, in due soli pomeriggi, per rispettare le scadenze, sono state concitate ma ricche di bellissimi momenti di crescita. Non ci è stata concessa la vicinanza fisica libera, ma quella spirituale non è mai venuta meno. E i sorrisi non sono mancati, anche se dietro le mascherine non si vedevano.



Il nostro bilancio è positivo, il riscontro con gli amici francesi, nel bilan d’étape, lo è stato altrettanto. Hanno proiettato i nostri due esercizi per intero, facendoci critiche costruttive e tanti complimenti. Uno sprone a fare sempre di più, sempre meglio.

Adesso viaggiamo compatti verso l’esercizio finale, sperando di poter girare in maniera più tranquilla nei prossimi giorni, col caldo, le giornate più lunghe e, soprattutto, meno contagi e qualche sprazzo di normalità.

Per vedere i nostri lavori e quelli dei nostri colleghi in tutto il mondo:

http://blog.cinematheque.fr/100ans20202021/exercices/

Ci siamo presentati agli amici Francesi (e al mondo intero)

Docenti, studenti e formatori del progetto di quest’anno.

Le cose iniziano a farsi serie, abbiamo già fatto prendere un’ottima piega ai nostri esercizi, ci divertiamo, abbiamo le idee sempre più chiare. Di conseguenza, ci siamo presentati ai nostri amici Francesi ed ai “colleghi” di tutto il mondo… e abbiamo cercato di farlo in francese. Lasciamo qui il link per leggere il nostro articolo sul blog ufficiale della Cinémathèque, intanto che prepariamo un altro resoconto del nostro lavoro!

Il nostro articolo sul blog ufficiale del progetto “Le Cinéma, cent ans de jeunesse”.

Le Temps – année 2020/2021

La réunion de formation avec tous les experts participant au projet, en mode télématique

Pour cette année 2020 et pour sa 27ème édition, le thème retenu du projet “Le cinéma, cent ans de jeunesse” est : “le temps dans le cinéma”. Bien évidemment, le cinéma peut être considéré comme l’art “temporel” par excellence. Bazin dans son “Qu’est-ce que le cinéma?” nous dit : pour la première fois, l’image des choses est aussi celle de leur durée. Les représentations du temps ne seront pas abordées ici, mais plutôt sa présence tangible dans les films, en analysant les ellipses, les changements, les transformations plastiques et les séquences. Grâce aux enseignements et conseils d’Alain Bergala, que nous n’avons vu qu’en visio cette année en raison du contexte sanitaire, nous avons réussi à lancer notre appel habituel aux différentes réalités scolaires de notre territoire. 

Cette année, nous bénéficions de la collaboration des élèves du lycée Giannina Milli, et notamment les élèves en 2ème, 3ème, 4ème et 5ème en sciences humaines (équivalentes à la 3ème, 2nd, 1ère et terminale en France), et 2ème (3ème en France) en lycée linguistique, coordonnés par les enseignantes Claudia Di Tommaso, Daniela Anelli et Monica Casaccia. De notre côté, au Cineforum Teramo, nous sommes toujours aussi fiers de pouvoir représenter l’Italie dans le dispositif de diffusion de la didactique audiovisuelle  le plus important au monde. 

Nous avons commencé cette formation depuis déjà deux semaines et, si lors du premier cours les élèves avaient l’air un peu désorientés, ils ont rapidement réussi à trouver le bon chemin. Après seulement deux cours, ils nous ont envoyé leurs travaux, réalisés depuis chez eux, toujours en raison de la crise sanitaire. Les cours sont bien entendu réalisés à distance, mais ce format n’a pas entamé ni notre enthousiasme, ni celui des enseignants ou des élèves. 

Grâce à l’excellente sélection d’extraits de films célèbres préparés par Bergala et re-proposés par notre Dimitri, il a été plus simple de faire comprendre le bon point de vue sur le thème pour que chacun réussisse à travailler depuis chez soi avec son portable, ce qui est, comme on peut l’imaginer, loin d’être évident. Marco a ensuite entamé le visionnage des travaux des élèves en essayant de les guider du mieux possible, en sélectionnant les travaux qui vont dans la bonne direction et en corrigeant les petites fautes dues parfois à une certaine naïveté des élèves. Pour ajouter une touche philosophique, qui n’est jamais de trop, nous bénéficions cette année de la contribution de Domenico, qui s’est beaucoup impliqué dans la sélection du matériel, dans une bibliographie infinie de textes critiques, en essayant toujours de les rendre accessibles aux non experts. 

Le travail a été entamé avec tout l’enthousiasme possible et nous sommes convaincus aujourd’hui que malgré les mesures et le nouveau lockdown, nous réussirons à faire émerger la qualité à laquelle nous avons été habituée et que nous avons toujours su extraire des travaux de nos élèves; eux qui doivent malgré tout travailler dans ces conditions si insolites.

Il Tempo – anno 2020/2021

L’incontro di formazione con tutti gli esperti aderenti al progetto, in modalità telematica.

Per questo 2020 il tema del progetto “Le cinéma, cent ans de jeunesse” nella sua 27esima edizione è “il tempo al cinema”. Ovviamente il cinema è l’arte “temporale” per eccellenza , Bazin nel suo “Che cos’è il Cinema” dice: Per la prima volta, l’immagine delle cose è anche quella della loro durata. Del tempo quindi verranno prese in esame non le rappresentazioni tout-court, ma la sua tangibile presenza nei film, analizzando le ellissi, i cambiamenti, le trasformazioni plastiche, le sequenze. Grazie alla guida delle lezioni di Alain Bergala, delle quali quest’anno abbiamo potuto fruire purtroppo solo in modalità telematica, per le ovvie disposizioni del momento, siamo stati in grado comunque di lanciare il nostro consueto appello alle realtà scolastiche del nostro territorio.

Quest’anno ci avvaliamo della collaborazione dei ragazzi e delle ragazze del Liceo Statale Giannina Milli, precisamente di alunni ed alunne delle classi 2a e 3a C Scienze Umane, 3a 4a e 5a A Scienze Umane, 2a e 4a B Scienze Umane, 2a B Liceo Linguistico, coordinati/e dalle docenti Claudia Di Tommaso, Daniela Anelli e Monica Casaccia. Noi di Cineforum Teramo siamo, come sempre, orgogliosi di rappresentare l’Italia nel più importante dispositivo di diffusione della didattica degli audiovisivi al mondo.

Abbiamo iniziato da un paio di settimane e, se nella prima lezione ragazzi e ragazze ci parevano un po’ disorientati/e, in sole altre due lezioni hanno già iniziato a prendere la strada giusta, inviandoci i loro lavori, necessariamente svolti ognuno nelle proprie case, sempre per l’emergenza in corso. Le lezioni, ça va sans dire, si svolgono anch’esse in modalità D.A.D. ma questo non ha fermato il nostro entusiasmo, né tantomeno quello delle docenti e di ragazze e ragazzi.

Grazie agli ottimi esempi tratti da film molto famosi, preparati da Bergala e riproposti dal nostro Dimitri, è stato facile far comprendere quale fosse il giusto punto di vista per iniziare a lavorare da casa e con il cellulare, cosa mai ovvia e scontata come potrebbe sembrare. Marco ha poi iniziato a visionare i primi lavori dei ragazzi e si impegna ad indirizzarli come può, selezionando i lavori che viaggiano nella giusta direzione e correggendo i piccoli errori dovuti all’ingenuità degli/delle studenti. Ad aggiungere quella componente filosofica che non guasta mai, quest’anno abbiamo i contributi di Domenico, che si è impegnato a selezionare del materiale nella sterminata bibliografia di testi critici, cercando però di rendere accessibili le questioni anche ai non addetti ai lavori.

Il lavoro è cominciato con tutto l’entusiasmo possibile e, nonostante decreti e lockdown, siamo certi che dalle difficoltà emergerà comunque la qualità alla quale siamo abituati e che abbiamo sempre saputo tirare fuori dal lavoro dei ragazzi e delle ragazze delle nostre scuole, cui tocca l’ingrato compito di lavorare in una maniera insolita.

La sensazione – anno 2019/2020

E’ dunque questo, “la sensazione al cinema”, il tema della nuova edizione del progetto didattico internazionale “Le cinéma, cent ans de jeunesse” promosso per la sua 26esima edizione dalla Cinematheque Française. Il Cineforum Teramo è quindi orgoglioso di poter partecipare per la quarta volta al progetto insieme all’Istituto Scolastico Teramo 5 “Falcone – Borsellino”, e di rappresentare l’Italia nell’ambito del dispositivo che comprende più di 15 nazioni da tutto il mondo.

Il progetto si è aperto con la due giorni di formazione presso la Cinémathèque, il 27 e il 28 settembre 2019 a cui sono invitati a partecipare formatori, docenti e rappresentanti delle istituzioni. Nella riunione del mattino, dedicata ai partner culturali, tra cui cineteche, associazioni culturali, istituzioni formative, la fondatrice del progetto, Nathalie Bourgeois, ha fatto il punto sulla situazione del nuovo anno, innanzitutto dando il benvenuto alle nuove nazioni che partecipano al progetto per la prima volta: Cile, Uruguay e Colombia. Successivamente, leggendo i questionari ricevuti alla fine dell’anno precedente, Nathalie ha messo in evidenza alcune questioni legate allo sviluppo del progetto, sollecitando in particolare i partner a cooperare tra di loro, a fare gemellaggi per proiettare e diffondere il progetto nei paesi di provenienza. E’ emersa, proprio a questo proposito, la necessità anche di confrontarsi maggiormente a Parigi e quindi di aumentare i giorni della formazione iniziale; tra gli altri argomenti anche la necessità di traduzione del sito in altre lingue, come quella in corso in brasiliano-portoghese.

La formazione al tema con Alain Bergala – prima parte

Nel primo pomeriggio è quindi iniziata la formazione con il responsabile didattico del progetto, Alain Bergala. La premessa di Bergala è di metodo, come sempre: il tema scelto spinge il progetto ad avere meno regole, ad essere, per cosi dire, meno pedagogico. Nel senso che la sensazione è per definizione individuale, passa per il corpo, per la singolarità; mentre la pedagogia è un fatto collettivo e non singolativo. Dobbiamo quindi assumere dei punti di riferimenti precisi nello svolgimento del tema e quindi essere chiari su cosa non è la sensazione. Citando Deleuze e il suo libro su Bacon (Francis Bacon: Logica della sensazione) la sensazione viene dall’esposizione del corpo al mondo, dal suo essere nel mondo.

Il cinema è ovviamente legato a due sensi chiave, la vista e l’udito: le altre sensazioni arrivano per via indiretta, attraverso la sinestesia. Emozioni e sentimenti, in questa lettura, non sono sensazioni, perché provengono da una rielaborazione mentale e non direttamente dal corpo. La vertigine è una sensazione ad esempio. Emozioni e sentimenti sono effetti secondari delle sensazioni. L’esempio iniziale di Bergala è illuminante: Les petites fugues ci mostra un uomo che conosce un oggetto attraverso le sue sensazioni tattili. I due estratti del film permettono a Bergala di cominciare a distinguere i tipi di sensazioni che arrivano dal cinema: le sensazioni a volte vengono dal personaggio ma spesso ci allontaniamo dal personaggio e la sensazione arriva direttamente dal cinema, dalla sua messa in scena che si sgancia del personaggio e dal racconto in qualche misura. Anzi spesso la sensazione nasce da una sospensione del racconto: il dialogo, la sceneggiatura mortificano la sensazione, la annullano. Grandi registi della storia del cinema hanno saputo usare la sensazione insieme ad altri elementi del film: Hitchcock, Sirk, Malick, Tarkosvskj.

Vediamo Lifeline di Victor Erice, che potrebbe essere usato per far fare ai ragazzi una sorta di elencazione delle sensazioni che arrivano dal film. La storia dell’emorragia del bambino è una sorta di piccola antologia di sensazioni che in gran parte provengono dal film e non dal personaggio. Bergala annota, a margine di questo esempio, che i bambini vivono di sensazioni e per questo il cinema delle sensazioni ci disloca nel tempo, ci porta alle nostre origini.

A questo punto Bergala scopre le carte e “mette sul tavolo” dell’incontro le sue tassonomie legate alla sensazione: ci sono quattro regimi della sensazione. A cosa sono associate? Alla focalizzazione? Vediamole.

Innanzitutto ci sono quelle che arrivano direttamente dal cinema, senza nessun corpo, anzi dal “corpo” del cinema stesso. In seconda battuta ci sono le sensazioni provate dal regista. Vediamo alcuni estratti del primo tipo di sensazioni e derivanti dal cinema sperimentale e d’avanguardia: Arabesques di Germaine Dulac, un film di Pollet legato la seall’acqua e poi Anticipation of Night di Stan Brakhage. Esempi illuminanti di cinema fatto di luci, bagliori, colori, in gran parte derivanti da fenomeni naturali, come i giochi della luce sull’acqua, un elemento naturale molto usato dal cinema delle sensazioni. Il film di Mekas invece, Walden, è un esempio di sensazioni provate dal regista, che qui gira montando in macchina, come fossero degli appunti di vita vissuta, già rielaborati dalla memoria, anzi delle vere e proprie schegge di sensazioni messe direttamente in immagini dal regista. La grana della pellicola, qui come in Brackhage, è spesso determinante per creare le sensazioni, per distorcere il dato reale e restituirci la sensazione; con il digitale creare la sensazione è forse più difficile, in quanto l’immagine prodotta è più concreta e meno astratta.

Il terzo tipo di sensazione al cinema è quella legata al personaggio, associata al personaggio che sente. Vediamo Agà di Lazarov, Beau Travail di Claire Denise e Post tenebra Lux di Carlos Reygadas: tre esempi di corpi esposti al mondo, alle sensazioni del mondo che li circonda e in alcuni casi li imprigiona, come nel terzo esempio della bambina. Attraverso questi personaggi noi esperiamo le sensazioni, in un continuo gioco, spesso, di focalizzazione e defocalizzazione, come nel secondo esempio con il paesaggio grandioso e solenne dell’ultima inquadratura. PROSEGUE PROSSIMO ARTICOLO >>>