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La situazione: il tema della 25A edizione di Le cinèma, cent ans de jeunesse

A distanza di tre anni dalla nostra ultima partecipazione, siamo ben lieti di annunciare il nostro ritorno a Parigi per partecipare al dispositivo didattico a cui abbiamo dedicato questo blog.

Il 28 e 29 settembre scorso si sono svolte le due giornate di formazione, presso la Cinematheque, che danno tradizionalmente avvio al lavoro, in cui è stato presentato ufficialmente il tema della venticinquesima edizione di Le cinema cent ans de jeunesse: la situazione.
Come prevede il dispositivo, intorno a questo tema gli insegnanti, i cineasti e le istituzioni che hanno partecipato alla formazione lavoreranno poi nelle scuole di provenienza fino alla prima verifica prevista per la fine di Marzo.
Quest’anno sono intervenute più di 60 persone provenienti da Finlandia, Lituania, Germania, Belgio, Giappone, Brasile, Argentina, Italia, Spagna e Portogallo, Scozia e Inghilterra e naturalmente Francia.
Alain Bergala, studioso di cinema e di pratiche pedagogiche, ha quindi svolto due intense giornate di lezione spiegando, attraverso l’ausilio di numerosi esempi, il concetto di situazione al cinema, intesa come una sorta di cellula narrativa di ogni film di finzione. Ogni film sviluppa situazioni tra i vari personaggi, partendo da nuclei tematici ricorrenti. Le trame di tutti i film si dipanano da situazioni similari – invidia, vergogna, gelosia, paura, e molte altre – e sarà quindi il gioco della messa in scena e le relazioni dei personaggi con l’ambiente a scatenare variazioni e costruzioni narrative sempre diverse.
Nella prima giornata Bergala ha lavorato sull’analisi di due film, Balkonas (film lituano) e su Civiltà perduta di James Gray. In entrambi i film Bergala ha ravvisato nuclei di situazioni ripetitive e relative variazioni. Il giorno successivo invece ci siamo concentrati su una fitta serie di estratti che hanno ben messo in evidenza  il valore pedagogico del tema scelto: situazioni che si ripetono ma a parti capovolte (Luci della città, Rio Bravo, Ladri di biciclette), situazioni di imbarazzo sociale o di vergogna (Lo specchio della vita, Boudu salvato dalle acque, Toni Erdman, Sono nato ma…), oppure classiche situazioni che aprono i film e che decontestualizzano il personaggio principale in un contesto non ordinario o sconosciuto (Nosferatu, Suspiria, Dark Shadows).
Tra gli esempi è stato messo in valore l’importanza del luogo nel determinare la situazione: una stazione ferroviaria (Un uomo tranquillo, C’era una volta il west, Mezzogiorno di fuoco, L’avventura, Stazione Termini), oppure il tavolo da biliardo come metafora del gioco amoroso (Vivre sa vie, Match point, Un posto al sole), oppure la classica situazione di voyeurismo partendo ovviamente dalla celebre sequenza di Psyco. Da questo esempio classico Bergala ha anche sottolineato il ruolo dell’identificazione spettatoriale nel gioco della situazione: l’identificazione in un film è sempre mobile e variabile, e non ci si identifica mai sempre con la stessa figura nel corso del film e neanche con quella che vediamo più spesso. Invece, sottolinea Bergala, il gioco dell’identificazione è molto più complesso e variabile, e la messa in scena della situazione tende a dislocare costantemente lo spettatore.
Nelle ultime ore di formazione, affidate alla coordinatrice del progetto Nathalie Bourgeois, sono stati invece rivelati gli esercizi da svolgere in classe a cura degli insegnanti e degli esperti partecipanti. Esercizi che sveleremo nel prossimo post.
Con i docenti dei due istituti partecipanti, Savini San Giuseppe San Giorgio (Anna Cacciatore e Annamaria Di Francesco) e Peano-Rosa di Nereto (Clara Di Saverio, Ennio Cantoresi e Simona Clementoni), è iniziato il lavoro di confronto per declinare in classe gli esercizi proposti e lo sviluppo del tema.

Presentazioni dei film-saggio finali a Parigi

Venerdi 6 giugno  verranno presentati a Parigi, alla presenza di una folta rappresentanza di alunni, i corti finali realizzati al termine del lavoro svolto quest’anno con la Scuola San Berardo (docente Anna Di Monte) e con la Scuola media Savini (docenti Anna Cacciatore e Ilde Palamarini) nell’ambito del progetto a cui questo blog è dedicato, Cent ans de jeunesse.

Trovate qui sotto il poster e l’invito ufficiale della Cinematheque!! Dopo il 10 giugno pubblicheremo i cortometraggi integrali sul nostro canale Youtube!

Pagine da Programme des journées - Cinema cent ans de jeunesse 2014-2 Pagine da Programme des journées - Cinema cent ans de jeunesse 2014-3Pagine da Programme des journées - Cinema cent ans de jeunesse 2014

Il convegno: una sintesi

IMG_8638Riportiamo di seguito una sintesi della giornata di lavori dell’11 aprile, partendo dagli incontri del mattino con i ragazzi.

E’ stata ovviamente una grande opportunità per i ragazzi dei nostri laboratori incontrare la fondatrice e principale animatrice del progetto “Cent ans de jeunesse”, Nathalie Bourgeois e quindi scoprire in maniera diretta e approfondita la struttura della Cinematheque, analizzare gli esercizi in corso di realizzazione con lei. I due gruppi, medie ed elementari, insieme alla scuola ospite, una quarta elementare della Noè Lucidi capeggiata dalla maestra Clara Pedicone, dopo una breve presentazione collegiale, sono stati quindi divisi: da una parte il gruppo delle elementari è rimasto alla sala San Carlo con Nathalie, mentre  la scuola media invece si è recata presso la sala audiovisivi de l’Arca con Nuria Aidelman, la vice direttrice del progetto nazionale spagnolo Cinema en curs. Questi ultimi hanno praticamente svolto una lezione del 3 esercizio in programma quest’anno, cercando le location adatte alla storia che hanno immaginato per il loro film saggio. A metà mattinata i due gruppi si sono scambiati cosi da far conoscere a tutti i ragazzi i due ospiti.

IMG_8678Dopo questa intensa mattinata siamo passati al pomeriggio rivolto a tutti i docenti interessati. Apriamo il resoconto di questa seconda parte della giornata dalla fine, ovvero dalla citazione riportata dall’ultima relatrice della giornata, Alessandra Guarino della Scuola di cinema, pioniera della battaglia del cinema a scuola in Italia: “Il cinema si trova all’incrocio di tutte le altre arti (teatro, musica, danza, pittura) ma è anche il vettore del sapere nella maggior parte delle discipline insegnate a scuola. Documentari o fiction, il cinema fa parte del capitale culturale indispensabile in una educazione aperta sul mondo attuale. Attraverso il cinema, il bambino consolida la sua lingua e acquisisce il linguaggio dei segni non verbali, importanti per lo sviluppo della sua immaginazione e del suo spirito critico di fronte alle immagini contemporanee. Tutto il lavoro intrapreso consiste nel reintrodurre una cultura del cinema laddove è scomparsa dal territorio nazionale, laddove i bambini non hanno più alcuna possibilità di vedere un film che non sia di puro consumo”. [il passaggio è tratto da Pascale Lismonde, Les arts à l’école. Le Plan de Jack Lang et Catherine Tasca, SCEREN-CNDP et Éditions Gallimard, 2002, p.214.]IMG_8750

La frase di Pascale Lismonde si staglia nell’orizzonte ideale del nostro convegno, che aveva, trai i suoi obiettivi, quello di restituire il lavoro svolto all’interno del progetto “Cent ans de jeunesse”  con tre istituti scolastici del nostro comune (Savini, San Berardo, San Giuseppe per circa 150 ragazzi coinvolti e 6 docenti), e diffondere in maniera diretta, dalla viva voce dei protagonisti, una pratica pedagogica di grande efficacia, che Nathalie Bourgeois ha ben riassunto nel suo intervento, mostrando immagini e filmati dei vent’anni di lavoro svolti in tutti il mondo. Oltre agli aspetti noti e che si possono trovare in queste pagine, Nathalie ha messo in evidenza il valore del confronto tra tante differenze che nel progetto si incontrano, e che non sono solo culturali e geografiche ma anche sociali. E soprattutto ha rilevato come in questi anni il progetto ha creato una vera comunità in cui tutti portano qualcosa, tutti imparano dagli altri, accrescendo man mano il progetto stesso.

_D710104L’intervento di Nuria Aidelman è entrato nel dettaglio anche operativo del lavoro svolto da Cinema en curs in Spagna, per molti versi simile al dispositivo messo in atto da Cent ans de jeunesse. Il presupposto di base è sempre legato al tempo: Nuria ha esordito dicendo che il cinema può dare tanto alla didattica solo se gli diamo del tempo, quindi se riesce a trovare il suo spazio negli orari curricolari o extracurricolari.

Il lavoro  svolto nelle classi in piccoli gruppi si basa sulla condivisione con tutti delle scelte attuate: non si svolgono insomma votazioni, come accade spesso nella scuola spagnola, per decidere su determinate opzioni o scelte nella realizzazione del cortometraggio, piuttosto si discute insieme a tutti le opzioni cosi da rendere tutti consapevoli fino in fondo delle scelte effettuate. Si lavora soprattutto sulla fiction e sulla scrittura della storia partendo dal personaggio e dalle sue emozioni, ma senza insistere sul dialogo, di solito messo alla fine o improvvisato. Assieme al personaggio è essenziale svolgere un lavoro attento sia al vissuto dei ragazzi, per raccontare delle storie credibili, sia all’osservazione della realtà attraverso l’inquadratura che ha un grande valore pedagogico. Accanto al lavoro sulla fiction, Cinema en curs si dedica anche al documentario, grazie alla sensibilità di alcuni comuni che finanziano in maniera diretta la realizzazione, da parte degli alunni delle scuole incaricate, di documentari su alcuni aspetti della realtà locale.

IMG_8724Dopo gli interventi degli ospiti internazionali, Simone Moraldi, esperto internazionale di didattica del cinema, ci ha tenuto ancora in Europa attraverso un sapida sintesi del Report europeo “Screening Literacy”,  sullo stato della film literacy nei 28 paesi membri. Oltre la definizione di “film literacy” che potete trovare all’interno del report pubblicato qui, Moraldi ha messo in evidenza come tutti i bandi di Europa Creativa abbiano inserito un elemento di formazione del pubblico tra i propri capitoli, ma soprattutto come si sia finalmente cominciato a parlare di accesso al patrimonio grazie alla digitalizzazione delle collezioni e quindi alla sua reale diffusione. Per finire Moraldi ha ricordato che anche la film literacy può avere un grande valore economico, anzi può essere un tassello decisivo della filiera produttiva, un elemento centrale dello sfruttamento commerciale di un film.

Gli interventi degli esperti si sono conclusi con Alessandra Guarino, responsabile italiana del progetto Cent ans de jeunesse, che ha evidenziato come, rispetto alla Francia, non siamo riusciti in Italia a creare una pratica culturale quotidiana e un’attenzione all’arte e alla creatività nel mondo scolastico.

DSC_0273Il pomeriggio si è concluso con le relazioni delle docenti che hanno lavorato al corso, Anna Di Monte, Anna Cacciatore, Ilde Palamarini e Clara Pedicone. Tra queste ricordiamo il lavoro svolto dalla maestra della Noè Lucidi Clara, che ha partecipato alla prima edizione della nostra inziativa: mettiamo in rilievo il suo intervento perchè ha evidenziato le ricadute positive del suo anno di lavoro con la Cinematheque: ha coinvolto altre 6 docenti nelle partecipazione alle matineè svolte dal Cineforum nel corso dell’anno e tutte insieme hanno lavorato sui film visti in classe con il supporto esterno di Dimitri Bosi. Riportiamo di seguito qualche documento fotografico del lavoro sull’inquadratura svolto in classe dalle singole docenti a partire dalla visione dei corti di Wallace e Gromit.

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