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Verso il bilancio di tappa.

Svolgimento degli esercizi 2 e 3

Lo svolgimento degli esercizi 2 e 3 della regole del gioco impegna le classi per tutti i mesi di gennaio, febbraio e parte di marzo. Rileggiamo quindi le regole:

2 – Filmare  in 4 inquadrature per 3 minuti  una situazione tra due personaggi; con suono ma senza  dialoghi nè voci fuori campo. Questa sequenza deve permettere allo spettatore di comprendere le relazioni che  uniscono i personaggi.

3- Filmare la stessa situazione collegandola ad un sentimento tra due personaggi (incontro amoroso, invidia, gelosia, vergogna…..) in due modi diversi: modificando il luogo dove si svolge e modificando anche le modalità di ripresa della. Durata massima 2 minuti a situazione, in tutto 4 minuti

Seguendo la metodologia suggerita da Bergala, mostriamo agli studenti alcuni estratti per analizzare meglio l’organizzazione della messa in scena in grado di esprimere le situazioni emotive dei personaggi, ad esempio un frammento di Questa è la mia vita di Godard e Match Point di Wooody Allen: in entrambi il gioco, un tavolo da biliardo o il pingpong, è una metafora dello scambio sentimentale tra i personaggi, della complessità o ambiguità delle loro relazioni. L’analisi di questi ed altri esempi sono di fatto propedeutici per il passaggio successivo, ovvero la creazione di una situazione che dovrà essere scritta, provata ed infine messa in scena e ripresa seguendo le regole sopra indicate e il concetto di situazione sul quale stiamo lavorando.

I ragazzi sono stati quindi invitati a scrivere delle ipotesi per delle piccole situazioni narrative da mettere in scena senza dialoghi. Gli scritti ci vengono inviati via mail e poi commentati in classe come nella foto sopra. Vengano analizzati tutti gli scritti inviati e valutati nella loro fattibilità anche in rapporto alla location, alle possibilità recitative dei ragazzi ed all’aderenza all’esercizio assegnato. Dopo alcune prove in classe relative ai gesti e alla posizione degli attori nello spazio passiamo alla riprese vere e proprie.

I dipinti per lo svolgimento del primo esercizio

Questi sono i dipinti del primo esercizio assegnato dalla Cinémathèque a tutti i ragazzi degli istituti partecipanti al progetto. Cosa fare con queste immagini? Ecco la richiesta:

  • esercizio individuale (o in piccoli gruppi): che cosa racconta questo quadro? Qual’è la situazione dei personaggi? Scegliere un quadro (tra quelli presenti che vedete sotto), filmarlo mentre si registra un commento (improvvisato o lettura del testo scritto) sul quadro. Durata max 2 minuti.

Non dobbiamo fare analisi iconografiche o storiche ma semplicemente immaginare le relazioni tra i personaggi rappresentati in base alle posture e alle posizioni interne al quadro. E’ importante non rivelare i titoli delle opere prima dell’esercizio.

Questi i dati dei singoli quadri:

  • Bad News James Tissot, France, 1872
  • La Balançoire, Pierre-Auguste Renoir, France, 1876
  • Le Balcon, Edouard Manet, France, 1868-1869
  • Le Café, Pierre Bonnard, France, 1915
  • Conference at night Edward Hopper, Etats Unis, 1949
  • Femme écrivant une lettre et sa servante, Johannes Vermeer, Hollande, 1670-71
  • Un meeting, Maria Bashkirtseff , France, 1884,
  • La Montagne , Balthus (Balthasar Klossowski), France, 1936-37
  • Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), David Hockney, Angleterre, 1972
  • Recado Difícil, Almeida Júnior, Brésil, 1895

Analisi degli estratti

Nel primissimo incontro abbiamo presentato il tema attraverso quattro sequenze esemplari selezionate da Bergala e riguardanti un vero topos del racconto, non solo cinematografico, ovvero l’arrivo del personaggio in un contesto a lui sconosciuto: abbiamo quindi visto il giovane agente immobiliare giungere al castello di Nosferatu nel film di Murnau, il viaggio in treno e poi in auto della giovane governate in Dark Shadows di Tim Burton, l’inizio folgorante di Suspiria di Dario Argento ed infine l’incipit de La città incanta di Myazaki. Quattro esempi molto chiari ed evidenti in grado di introdurre il concetto di situazione al cinema.

La situazione: il tema della 25A edizione di Le cinèma, cent ans de jeunesse

A distanza di tre anni dalla nostra ultima partecipazione, siamo ben lieti di annunciare il nostro ritorno a Parigi per partecipare al dispositivo didattico a cui abbiamo dedicato questo blog.

Il 28 e 29 settembre scorso si sono svolte le due giornate di formazione, presso la Cinematheque, che danno tradizionalmente avvio al lavoro, in cui è stato presentato ufficialmente il tema della venticinquesima edizione di Le cinema cent ans de jeunesse: la situazione.
Come prevede il dispositivo, intorno a questo tema gli insegnanti, i cineasti e le istituzioni che hanno partecipato alla formazione lavoreranno poi nelle scuole di provenienza fino alla prima verifica prevista per la fine di Marzo.
Quest’anno sono intervenute più di 60 persone provenienti da Finlandia, Lituania, Germania, Belgio, Giappone, Brasile, Argentina, Italia, Spagna e Portogallo, Scozia e Inghilterra e naturalmente Francia.
Alain Bergala, studioso di cinema e di pratiche pedagogiche, ha quindi svolto due intense giornate di lezione spiegando, attraverso l’ausilio di numerosi esempi, il concetto di situazione al cinema, intesa come una sorta di cellula narrativa di ogni film di finzione. Ogni film sviluppa situazioni tra i vari personaggi, partendo da nuclei tematici ricorrenti. Le trame di tutti i film si dipanano da situazioni similari – invidia, vergogna, gelosia, paura, e molte altre – e sarà quindi il gioco della messa in scena e le relazioni dei personaggi con l’ambiente a scatenare variazioni e costruzioni narrative sempre diverse.
Nella prima giornata Bergala ha lavorato sull’analisi di due film, Balkonas (film lituano) e su Civiltà perduta di James Gray. In entrambi i film Bergala ha ravvisato nuclei di situazioni ripetitive e relative variazioni. Il giorno successivo invece ci siamo concentrati su una fitta serie di estratti che hanno ben messo in evidenza  il valore pedagogico del tema scelto: situazioni che si ripetono ma a parti capovolte (Luci della città, Rio Bravo, Ladri di biciclette), situazioni di imbarazzo sociale o di vergogna (Lo specchio della vita, Boudu salvato dalle acque, Toni Erdman, Sono nato ma…), oppure classiche situazioni che aprono i film e che decontestualizzano il personaggio principale in un contesto non ordinario o sconosciuto (Nosferatu, Suspiria, Dark Shadows).
Tra gli esempi è stato messo in valore l’importanza del luogo nel determinare la situazione: una stazione ferroviaria (Un uomo tranquillo, C’era una volta il west, Mezzogiorno di fuoco, L’avventura, Stazione Termini), oppure il tavolo da biliardo come metafora del gioco amoroso (Vivre sa vie, Match point, Un posto al sole), oppure la classica situazione di voyeurismo partendo ovviamente dalla celebre sequenza di Psyco. Da questo esempio classico Bergala ha anche sottolineato il ruolo dell’identificazione spettatoriale nel gioco della situazione: l’identificazione in un film è sempre mobile e variabile, e non ci si identifica mai sempre con la stessa figura nel corso del film e neanche con quella che vediamo più spesso. Invece, sottolinea Bergala, il gioco dell’identificazione è molto più complesso e variabile, e la messa in scena della situazione tende a dislocare costantemente lo spettatore.
Nelle ultime ore di formazione, affidate alla coordinatrice del progetto Nathalie Bourgeois, sono stati invece rivelati gli esercizi da svolgere in classe a cura degli insegnanti e degli esperti partecipanti. Esercizi che sveleremo nel prossimo post.
Con i docenti dei due istituti partecipanti, Savini San Giuseppe San Giorgio (Anna Cacciatore e Annamaria Di Francesco) e Peano-Rosa di Nereto (Clara Di Saverio, Ennio Cantoresi e Simona Clementoni), è iniziato il lavoro di confronto per declinare in classe gli esercizi proposti e lo sviluppo del tema.