Nuovi sguardi. Il cinema a scuola in Europa

  IMG_7471-2Convegno 11 aprile ore 9-18

Sala San Carlo del Museo Archeologico “F. Savini” – via Delfico 30, Teramo

Presentazione

Siamo un paese di analfabeti filmici? Riprendiamo l’interrogativo, retorico, di un’inchiesta promossa un anno fa circa dalla rivista 8.12 per portare l’attenzione su un argomento chiave della nostra missione culturale, ovvero il cinema a scuola, questa volta con una nuova ottica, un nuovo sguardo.

Negli ultimi due anni il Cineforum Teramo, con alcuni istituti scolastici del Comune di Teramo, ha l’onore di rappresentare l’Italia  nel progetto internazionale Le Cinéma, cent ans de jeunesse, un dispositivo didattico sperimentale che realizza un’esperienza unica di cinema a scuola,  promosso da La Cinématheque française e che coinvolge numerosi paesi di tutto il mondo: Gran Bretagna, Germania, Belgio, Martinica, Brasile, Spagna, Portogallo, Austria, Cuba, Austria e dunque anche l’Italia, in cui è partner culturale del progetto la Scuola Nazionale di Cinema, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia.

 

Da questa esperienza nasce la proposta del convegno  NUOVI SGUARDI. IL CINEMA A SCUOLA IN EUROPA, allo scopo di avviare un doppio percorso: da una parte la diffusione nel nostro territorio delle buone pratiche sperimentate e adottate nel progetto francese, dall’altra avviare una riflessione, di cui il convegno è solo la prima fase, per la creazione di un nuovo dispositivo regionale/nazionale in grado di sistematizzare il rapporto tra cinema e scuola.IMG_7450-2

Superando la concezione orami desueta che vede l’educazione al cinema in senso difensivo, ovvero in funzione protettiva rispetto al “pericolo delle immagini”, il convegno offre una panoramica sui nuovi scenari del cinema a scuola, partendo dal dispositivo promosso dalla Cinématheque, chiaramente orientato verso una pedagogia dell’atto creativo, per passare alle sue declinazioni in Spagna con il modello didattico e creativo di Cinema en curs.  Esperienze che si riflettono nel   panorama europeo, che è stato oggetto del Report SCREENING LITERACY, a seguito di una ricerca dedicata proprio alla Film Literacy realizzata dal British Fiilm Institut nel 2012 e promossa dalla Commissione Europea nel quadro del programma Media, per sondare lo stato dell’arte sulle forme di educazione al cinema e all’audiovisivo nei 28 paesi membri dell’Unione Europea. Infine il convegno cercherà di fare luce nel vasto panorama italiano di sperimentazione e di progettazione condivisa, che negli ultimi 10 anni hanno portato anche alla progettazione di uno specifico indirizzo Audiovisivo nell’ambito dei Licei Artistici.IMG_7273-2

Al Convegno, in programma a Teramo il prossimo venerdi 11 aprile alle ore 15 presso la Sala San Carlo del Museo Archeologico, parteciperanno esperti italiani ed internazionali, a cominciare dalla principale promotrice del progetto “Le Cinèma, cent ans de jeunesse”, Nathalie Bourgeois, Direttrice del Servizio pedagogico della Cinémathèque française, Nuria Aidelman co-direttrice del progetto spagnolo Cinema en curs, Simome Moraldi (esperto di alfabetizzazione al cinema), curatore italiano del Report Screening Literacy e Alessandra Guarino della Scuola Nazionale di Cinema-Fondazione Centro Sperimentale di Cineamtografia, responsabile del gruppo di progetto italiano de “Le Cinèma, cent ans de jeunesse” e che ha collaborato alla stesura degli Obiettivi Specifici di Apprendimento per l’Indirizzo Audiovisivo dei nuovi dei Licei Artistici.

Nella mattina di venerdi, dalle 9 alle 12:30, verranno proiettati, alla presenza dei ragazzi che hanno partecipato al laboratorio (Istituti Savini, San Berardo e Noè Lucidi), e delle ospiti internazionali, tutti i lavori realizzatIMG_7304-2i negli ultimi due anni.

Dalle ore 15, parteciperanno al convegno le Istituzioni e gli enti che hanno reso possibile la partecipazione al dispositivo internazionale, a partire dalla Fondazione Tercas, principale promotrice del progetto, al Comune di Teramo, la Regione Abruzzo, e i dirigenti delle scuole coinvolte.

 

Il programma della giornata

ore 9:00-12,30

“Le Cinéma, cent ans de jeunesse”

Proiezione dei lavori realizzati dagli studenti duranti i laboraotir alla presenza di Nathalie Bourgeois (Direttrice del Servizio pedagogico della Cinémathèque fraçaise) e Nuria Aidelman (co-direttrice di Cinema en curs, Associazione A Bao A Q u)

ore 15:00

Introducono
Dimitri Bosi / Marco Chiarini

Saluti istituzionali
Maurizio Brucchi – Sindaco di Teramo

Piero Romanelli – Assessore alle politiche scolastiche Comune di Teramo 

Paolo Gatti – Assessore Regionale alla Scuola e alla Formazione

Mario Nuzzo – Presidente della Fondazione Tercas

Umberto La Rosa – Direttore didattico dell’Istituto Comprensivo Savini – San Giuseppe San Giorgio.

Luciano D’Amico – Magnifico Rettore dell’Università di Teramo

Enrica Salvatore – Docente, già Vice Presidente della Fondazione Tercas

ore 15:30
Nathalie Bourgeois – “Le cinema. Cent ans de jeunesse”. Un progetto pedagogico sperimentale della Cinematheque Francaise

Nuria Aidelman –  Cinema en curs: scoprendo il cinema e il mondo

ore 17:00
Simone Moraldi (Esperto di alfabetizzazione al cinema e all’audiovisivo e formazione del pubblico e Junior European Consultant – FilCoSpe Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo-Sezione Comunicazione e Spettacolo Università degli Studi Roma Tre) – Screening Literacy: il rapporto sull’alfabetizzazione al cinema e all’audiovisivo e la formazione del pubblico in Europa.

Alessandra Guarino (Responsabile ufficio sviluppo e progetti – Scuola Nazionale di Cinema – Centro Sperimentale di Cinematografia) – Il cinema nella scuola italiana: sperimentazione, creatività e formazione del pubblico

Anna Cacciatore, Ilde Palmarini, Clara Pediconi, Anna Di Monte (prof.sse Referenti didattiche nei laboratori “Le cinèma, cent ans de jeunesse” a Teramo negli anni 2012/2013/2014)

Conclusioni

Per informazioni ed iscrizioni: info@cineforumteramo.it

phone: 3388787930

Riprese al parco

Dopo aver definito la storia alcuni ragazzi, al di fuori della lezione, sono andati al parco a prendere qualche scatto fotografico e hanno proposto un punto di vista da cui iniziare le riprese.

Il risultato finale che vedete sotto è il frutto di numerosissime prove e lezioni (4 complessivamente) tutte svolte al parco, in cui tutti i ragazzi hanno provato l’inquadratura e tenuto l’asta per l’audio con le cuffie per sentire il sonoro registrato in presa diretta. Ma chi deve essere davanti o dietro la mdp? Alcuni hanno dichiarato di voler essere dietro, altri hanno dato la loro disponibilità. Di prova in prova chi si è dimostrato più disponibile, a suo agio, ha intepretato alla fine  uno dei due personaggi in primo piano.

 

Riprese all’ARCA

IMG_7185Ci vediamo tutti all’ARCA con i docenti e gli alunni. Dal disegno fatto alla lavagna e che abbiamo fotografato e dall’azione di massima delineata a voce cerchiamo di capire quali movimenti fare e quale sia il punto di vista da cui costruire la scena e come dare valore ai volti terrorizzati e ai rumori fuori campo. Dopo un pò decidiamo di piazzare la macchina da presa in mezzo alla stanza principale, vicino alla finestra e riprendere la situazione da ferma in quel punto.

Quello che vedete sotto è il risultato di numerose lezioni e prove effettuate all’Arca. Sono state necessarie 4 lezioni per girare e finalizzare il tutto più un paio d’ore di montaggio e sonorizzazione. Le prove all’ARCA hanno avuto il vantaggio di poter rivedere in tempo reale il girato nella saletta audiovisivi. Quindi le prime prove sono state riviste subito e commentate a caldo con i ragazzi.

 

 

 

Secondo esercizio alla San Berardo – Due amici al parco!

Leggiamo tutte le storie e chiediamo a tutti quale sia quella più realizzabile. Marco ribadisce che un racconto deve in qualche misura avere un avvio, uno svolgimento e una conclusione. Molte storie hanno uno svolgimento troppo debole per poter essere facilmente raccontate. La storia di Blanca sembra essere la più gestibile; Marco allora chiede alcune cose: dove si gira? da chi viene interpretata? chi si vergogna? Lavoriamo allora sui protagonisti della storia e sulla loro amicizia. Come capiamo che si vogliono bene, che sono amici? Qualcuno propone di farli tenere per mano… Marco invece propone altri gesti meno sdolcinati. Si ragiona anche sul finale: violento, chiarificatore, sospeso, insomma tante ipotesi. Due amici al parco parlano e uno dei due si allontana e lascia il cane all’altro: quest’ultimo si allontana anche lui e lascia il cane solo attaccato ad un albero. Quando l’amico torna…. Ma come riprendere tutto questo? Si scatena un dibattito molto interessante sul punto di vista e Stefano propone giustamente di partire dalle spalle dei due e seguirli per un pò mentre parlano fino a scavarcarli per mostrarne il volto e creare cosi una curiosità.

Secondo esercizio alla Savini – definzione della storia

Il secondo esercizio che la Cinematheque ci chiede di realizzare prevede di raccontare un evento di 2/3 minuti al massimo prima con la macchina fissa e poi con la macchina in movimento. In questo incontro leggiamo tutte le storie che i ragazzi hanno scritto partendo dalle foto e analizziamo i movimenti che hanno proposto di realizzare.

In alcuni casi Marco, di fronte ad alcune storie, chiede al ragazzo di provare a dirigere la scena che ha scritto e descrivere il movimento della macchina da presa di fronte a tutti. Ci rendiamo conto, con il susseguirsi degli interventi, che i movimenti immaginati sono spesso impossibili o irrealizzabili, oppure che le storie spesso richiedono un taglio, un salto temporale. Solo pochi hanno compreso appieno la continuità che esige il PS.

In molti casi manca proprio un embrione di storia e su questo aspetto Marco mette molto l’accento. La storia scritta da Alice sembra l’unica da poter mettere in scena e per questo viene riletta alla fine di tutti gli interventi. Marco chiede quali sono gli elementi della storia sui quali dobbiamo concentrarci: Alice ha preso spunto dalla fotografia della donna che guarda il quadro per immaginare una rapina all’interno di un museo, con i rapinatori, la refurtiva e altri dettagli. Marco dice che dobbiamo creare attesa e suspence. Ma come? Dobbiamo trovare una situazione e  una soluzione visiva che arrichisca la storia, la renda carica di tensione. Ci sono numerosi interventi: qualcuno propone uno svenimento che ostacola la rapina ecc..

A questo punto Marco propone come ambiente per la storia l’ARCA, il laboratorio per le arti contemporanee in Largo San Matteo e disegna una piantina sommario dello spazio. Su questo disegno Alice prova ad ambientare la storia. Di fronte ad alcune difficoltà, soprattutto di credibilità della vicenda, Roberta propone di far iniziare la storia subito, con la rapina raccontata nel primo piano di due persone terrorizzate e Andrea aggiunge che fuori campo si sentono spari e urla.