Costruiamo il film-saggio finale

Dopo il bilancio di tappa i due gruppi si mettono alacremente al lavoro per costruire le storie sulla scorta delle indicazioni contenute nelle regole del gioco che ricordiamo nuovamente:

Realizzare un cortometraggio con una situazione iniziale che mette in gioco gli affetti tra i personaggi; la situazione tra di loro dovrá subire un cambiamento nel corso del film. Lo spettatore potrá identificarsi con un personaggio o con un altro nel corso della storia. E’ necessario prestare molta attenzione, durante lo svolgimento di questa prova conclusiva, ai diversi parametri considerati negli esercizi precedenti: scelta del luogo , modalità di ripresa, movimenti e fisico dell’attore…)
Durata massima: 10 minuti, cartelli inclusi.

I primi incontri sono tutti dedicati alla definizione della storia, i personaggi e alle location. Elemento essenziale, sul quale abbiamo lavorato anche attraverso gli estratti forniti dalla Cinematheque e indicati da Bergala, la questione dell’identificazione dello spettatore. Con chi ci identifichiamo durante la visione? Con il protagonista, con l’eroe? Ma non sempre accade, perché possiamo provare simpatia anche per figure non proprio positive. E allora da cosa dipende il processo di identificazione? Dal punto di vista ottico della macchina da presa? Da quante volte viene inquadrato il protagonista in primo piano? Dalla sua soggettiva? Nessuna di queste possibili risposte esaurisce il processo complesso con cui ci identifichiamo con i personaggi: infatti l’agente principale del nostro processo di identificazione dipende in gran parte dalla situazione narrativa che il film ci presenta di volta in volta e dalla sua messa in scena. La situazione costruita dal film e quindi spesso variabile, innesca i nostri processi partecipativi nei confronti dei personaggi.

La costruzione dei nostri corti quindi dovrà quindi tenere conto in massimo conto questo aspetto relativo al meccanismo dell’identificazione.

sdr

Bilancio di tappa a Parigi

A fine marzo si svolge il tradizionale incontro di verifica degli esercizi assegnati. E’ il momento didatticamente più alto del dispositivo, in cui il confronto tra tutti gli attori del progetto – insegnanti, formatori, i responsabili didattici Nathalie Bourgeois e Alain Bergala – è immediato e diretto e proprio per questo estremamente fruttuoso. Il progetto in questa fase diventa un un vero e proprio laboratorio di pedagogia partecipata, in cui le indicazioni iniziali vengono sottoposte al vaglio di verifica di quanto realizzato e visto durante le proiezioni.

I nostri lavori sono stati particolarmente apprezzati da Bergala e segnatamente l’esercizio svolto a Nereto.

Verso il bilancio di tappa.

Svolgimento degli esercizi 2 e 3

Lo svolgimento degli esercizi 2 e 3 della regole del gioco impegna le classi per tutti i mesi di gennaio, febbraio e parte di marzo. Rileggiamo quindi le regole:

2 – Filmare  in 4 inquadrature per 3 minuti  una situazione tra due personaggi; con suono ma senza  dialoghi nè voci fuori campo. Questa sequenza deve permettere allo spettatore di comprendere le relazioni che  uniscono i personaggi.

3- Filmare la stessa situazione collegandola ad un sentimento tra due personaggi (incontro amoroso, invidia, gelosia, vergogna…..) in due modi diversi: modificando il luogo dove si svolge e modificando anche le modalità di ripresa della. Durata massima 2 minuti a situazione, in tutto 4 minuti

Seguendo la metodologia suggerita da Bergala, mostriamo agli studenti alcuni estratti per analizzare meglio l’organizzazione della messa in scena in grado di esprimere le situazioni emotive dei personaggi, ad esempio un frammento di Questa è la mia vita di Godard e Match Point di Wooody Allen: in entrambi il gioco, un tavolo da biliardo o il pingpong, è una metafora dello scambio sentimentale tra i personaggi, della complessità o ambiguità delle loro relazioni. L’analisi di questi ed altri esempi sono di fatto propedeutici per il passaggio successivo, ovvero la creazione di una situazione che dovrà essere scritta, provata ed infine messa in scena e ripresa seguendo le regole sopra indicate e il concetto di situazione sul quale stiamo lavorando.

I ragazzi sono stati quindi invitati a scrivere delle ipotesi per delle piccole situazioni narrative da mettere in scena senza dialoghi. Gli scritti ci vengono inviati via mail e poi commentati in classe come nella foto sopra. Vengano analizzati tutti gli scritti inviati e valutati nella loro fattibilità anche in rapporto alla location, alle possibilità recitative dei ragazzi ed all’aderenza all’esercizio assegnato. Dopo alcune prove in classe relative ai gesti e alla posizione degli attori nello spazio passiamo alla riprese vere e proprie.

I dipinti per lo svolgimento del primo esercizio

Questi sono i dipinti del primo esercizio assegnato dalla Cinémathèque a tutti i ragazzi degli istituti partecipanti al progetto. Cosa fare con queste immagini? Ecco la richiesta:

  • esercizio individuale (o in piccoli gruppi): che cosa racconta questo quadro? Qual’è la situazione dei personaggi? Scegliere un quadro (tra quelli presenti che vedete sotto), filmarlo mentre si registra un commento (improvvisato o lettura del testo scritto) sul quadro. Durata max 2 minuti.

Non dobbiamo fare analisi iconografiche o storiche ma semplicemente immaginare le relazioni tra i personaggi rappresentati in base alle posture e alle posizioni interne al quadro. E’ importante non rivelare i titoli delle opere prima dell’esercizio.

Questi i dati dei singoli quadri:

  • Bad News James Tissot, France, 1872
  • La Balançoire, Pierre-Auguste Renoir, France, 1876
  • Le Balcon, Edouard Manet, France, 1868-1869
  • Le Café, Pierre Bonnard, France, 1915
  • Conference at night Edward Hopper, Etats Unis, 1949
  • Femme écrivant une lettre et sa servante, Johannes Vermeer, Hollande, 1670-71
  • Un meeting, Maria Bashkirtseff , France, 1884,
  • La Montagne , Balthus (Balthasar Klossowski), France, 1936-37
  • Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), David Hockney, Angleterre, 1972
  • Recado Difícil, Almeida Júnior, Brésil, 1895